Domanda 78 di 332
Quiz ministeriale
Talune anomalie dell’impianto frenante sono rilevabili attraverso il controllo del manometro
VERO
Risposta corretta
Spiegazione
Nei veicoli pesanti, i sistemi di frenatura sono fondamentali per la sicurezza e per questo sono molto presenti nell’esame CQC parte comune. Bisogna conoscere sia i componenti sia il loro funzionamento generale.
I freni di servizio possono essere principalmente di due tipi: a disco e a tamburo.
I freni a disco lavorano grazie all’azione di pastiglie che stringono un disco metallico solidale alla ruota. Hanno alcuni vantaggi importanti:
- dissipano meglio il calore;
- hanno maggiore ventilazione delle parti in attrito rispetto ai freni a tamburo;
- a parità di forza frenante, tendono a surriscaldarsi meno.
Questo è importante perché il surriscaldamento dei freni provoca una diminuzione di efficienza frenante, fenomeno noto anche come “fading”. Quando i freni si scaldano troppo, lo spazio di arresto aumenta e il controllo del veicolo peggiora. Per evitarlo, soprattutto in discesa, il conducente deve usare correttamente il freno motore o il rallentatore, evitando frenate prolungate e continue.
I freni a tamburo sono costituiti principalmente da:
- tamburo;
- ganasce;
- ferodi, cioè il materiale d’attrito applicato alle ganasce.
I freni a tamburo hanno in genere una superficie di attrito maggiore rispetto ai freni a disco. Tuttavia smaltiscono peggio il calore, e quindi possono essere più soggetti a perdita di efficienza in caso di uso intenso.
Nei veicoli industriali è molto diffuso l’impianto frenante pneumatico o oleopneumatico. Nell’impianto oleopneumatico si usano sia aria compressa sia olio. In pratica, la pressione pneumatica viene trasformata in pressione idraulica: questo avviene grazie al convertitore pneumo-idraulico. L’olio viene utilizzato perché ha bassa comprimibilità, quindi trasmette la forza in modo efficace e preciso agli elementi frenanti. Attenzione però: il convertitore pneumo-idraulico non genera pressione pneumatica, non riguarda il circuito di lubrificazione e non è collocato “fra i serbatoi dell’aria del distributore duplex” come talvolta affermato in modo errato nei quiz.
Un altro elemento importante è il modulatore di pressione in funzione del carico. Questo dispositivo regola automaticamente la pressione frenante in base al carico del veicolo, per evitare frenate troppo deboli a pieno carico o troppo energiche a vuoto. Non è regolato dal conducente: funziona da solo.
Bisogna poi distinguere bene i comandi:
- il distributore a mano non agisce sul rallentatore di velocità;
- non scarica l’aria compressa dei freni a molla di entrambi gli assali;
- non invia aria al bielemento frenante per effettuare la frenatura di stazionamento.
In sostanza, per studiare bene questo argomento conviene ricordare tre idee chiave:
- il calore riduce l’efficienza dei freni;
- i freni a disco disperdono meglio il calore dei freni a tamburo;
- negli impianti oleopneumatici l’aria compressa comanda un circuito idraulico, sfruttando la scarsa comprimibilità dell’olio.
Dal punto di vista pratico, il conducente deve controllare sempre l’efficienza dell’impianto, evitare sovraccarichi, usare correttamente i sistemi ausiliari in discesa e segnalare subito eventuali anomalie come frenata irregolare, veicolo che tira da un lato o eccessivo allungamento degli spazi di arresto.
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