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INCIDENTI STRADALI.

Nel programma CQC parte comune, il tema degli incidenti stradali va studiato insieme alla prevenzione dei rischi e alla tutela del conducente professionale. Per “incidente stradale” si intende un evento dannoso che avviene durante la circolazione e che può provocare danni a persone, veicoli o cose. Per chi guida per lavoro, la prevenzione è fondamentale, perché un sinistro può dipendere non solo da errori di guida, ma anche da stanchezza, distrazione, velocità non adeguata, carico sistemato male, scarsa manutenzione del veicolo o mancato rispetto delle norme. Il conducente professionale deve adottare comportamenti corretti prima, durante e dopo la guida. In particolare deve: - controllare l’efficienza del veicolo; - verificare pneumatici, freni, luci e dispositivi di sicurezza; - sistemare e fissare correttamente il carico; - rispettare i limiti di velocità e le distanze di sicurezza; - evitare guida in stato di stanchezza, sotto effetto di alcol, droghe o farmaci che riducono l’attenzione; - rispettare i tempi di guida e di riposo. In caso di incidente, il conducente ha obblighi precisi. Deve fermarsi, segnalare il pericolo per evitare ulteriori collisioni, prestare assistenza ai feriti e avvisare i soccorsi se necessario. L’omissione di soccorso è un comportamento gravissimo. Se possibile, bisogna mettere in sicurezza l’area senza creare ulteriori rischi, ad esempio indossando il giubbotto ad alta visibilità e posizionando il triangolo quando previsto. Nel contesto della CQC è importante anche distinguere l’incidente stradale dall’infortunio sul lavoro. Per il conducente professionale, molte lesioni subite durante l’attività lavorativa sono considerate infortuni sul lavoro. Ad esempio: - la frattura riportata salendo o scendendo dalla cabina; - una lesione durante la manutenzione del veicolo; - un danno fisico durante le operazioni di carico e scarico; - in generale, ogni danneggiamento organico o funzionale conseguente all’attività lavorativa. Questo significa che il rischio non riguarda solo la guida su strada, ma tutte le attività collegate al trasporto. Un altro aspetto collegato alla sicurezza professionale è la Carta di Qualificazione del Conducente (CQC). Essa è obbligatoria per i conducenti professionali che svolgono trasporto di persone o di cose alle dipendenze di un’impresa avente sede in Italia, compresi i cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea o allo Spazio economico europeo, se lavorano per tali imprese. La CQC ha validità di 5 anni e si rinnova frequentando un corso di formazione periodica. Se è scaduta da oltre due anni, per il rinnovo occorre frequentare il corso di formazione periodica e sostenere un esame. Non basta dimostrare di aver lavorato come autista negli ultimi anni. La CQC ha inoltre una propria dotazione di punti, indipendente da quella della patente. Tuttavia non sostituisce la patente: se la patente è sospesa, il conducente non può guidare anche se la CQC è valida. In conclusione, per evitare incidenti stradali il conducente professionale deve unire preparazione tecnica, prudenza e rispetto delle regole. La sicurezza dipende dalla guida corretta, dall’idoneità psicofisica, dalla manutenzione del veicolo e dall’attenzione in tutte le fasi del lavoro.